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                                                      Segantini Giovanni  
   


    
   
     Segantini Giovanni nacque ad Arco il 15 gennaio 1858, vi rimase solo pochi
     anni della sua vita in codesta cittadina a causa della morte prematura di sua
     madre, quando era ancora bambino.
     Si diede alla pittura quando entrò come garzone nello studio di uno stravagante
     pittore di fondali per fotografie di nome Tettamanzi e a 16 anni frequentò le
     scuole serali di Brera con il prof. Bernacchi.
     Nel 1878 ebbe la medaglia di bronzo per uno studio di paesaggio e l' anno
     seguente mostrò la sua opera, che ricordiamo ancora oggi, il "Coro di San
     Antonio".
     Con la vendita di
 questo quadro, aprì uno studio tutto suo in via S. Marco,
     dedicandosi alla pittura e, tralasciando le lezioni di disegno.
     Le sue prime tele furono la "Falconiera" e la "Castellana", (sia dal titolo e dallo
     spunto essi mostrano l' imitazione del Cremona).
     Nel 1881 sposò la sorella del suo amico Carlo Bugatto e, seguendo la sua pas_
     sione per la campagna, iniziò a dipingere non più fra le pareti di uno studio,
     ma all' aria libera.
     Iniziarono così moltissime sue opere raffiguranti scene di campagna.
     Fra queste ricordiamo:
        - " Raccolta dei bozzoli";
        - " Gregge in moto".
      Seguirono:
         - "Benedizione delle pecore";
         - "Messa prima" ( dove, sopra la bella curva della scalianta della chiesa si
          sente l' ampiezza del cielo).
     La sua prima affermazione, come pittore, fu il quadro "Ave Maria a trasbordo",
     dipinto a Pusiano (CO) nel 1882.
     La giuria dell' Esposizione di Brera rifiutò di esporla, mentre in Amsterdam
     venne premiato con la medaglia d' oro.
     Nel 1886 dipinse l'"Ave Maria"; seguì la "Tosatura delle pecore" del 1884.
     Nel 1885 soggiornò a MIlano; qui organizzò una piccola mostra personale, che
     suscitò vivaci discussioni.
     Insofferente della città, si trasferì a Caglio Valassima (CO).
     La nascita della sua terza figlia Bianca, gli ispirarono un altro capolavoro:
     "Alla stanza"; la vasta tela rappresenta la placida, riposante vita bovina, nella
     verde solennità dei pascoli al tramonto. (Roma- Galleria nazionale).
     Nel giugno del 1886 si trasferisce a Savognino, dove rimane diversi anni.
     Incomincia così il secondo periodo della sua arte, il più originale e insieme
     il più equilibrato.
     Sono di questo periodo:
           - "L' aratura" - (pinacoteca di Monaco);
           - " Le vacche al giogo";
           - " Maggio nelle montagne";
           - "Il meriggio delle alpi";
           - " Pascoli alpini";
           - "La primavera";
           - " Due madri"; 
           - " Ritorno al paese natio" (1895- Galleria Moderna di Berlino);
           - "Dolore confortato dalla fede" (1896);
           - "Il frutto dell' amore"(Galleria del Belvedere a Vienna);
           - "Amore alla fonte della vita";
           - "La vita";
           - "La natura";
           - "La morte";
           - "Dea dell' amore";
           - " Gregge in moto";
           - " Ritorno all' ovile".
   Nel 1894 si trasferì a Maloia e vi rimase fino alla sua morte, avvenuta nel 1900. 
 
       
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        Gregge in moto
               
          Gregge in moto

       Ritorno all'ovile
                       Ritorno all' ovile

  
     

  

   

                        

 


           
  

 

   

     
         
                  
 
            
         
 
 
 
       

   
 
 
     
                                        
     

 
   
   
   
   
   
   
   
   
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